data: 06/02/2018 - categoria: MUSIC IS THE ANSWER - commenti: 1

PERCHÈ CI EMOZIONIAMO CON LA MUSICA

Il fatto che la musica provochi emozioni è un mistero che ha sempre affascinato gli uomini fin dall’antica Grecia.
Come può una combinazione di note coinvolgerci così profondamente?
Citando Frank Zappa, “Parlare di musica è come ballare di architettura” ma ci proviamo lo stesso. Sempre più studi sulla mente hanno confermato l’efficacia della musica sulla salute, sull’emozione e tutto questo ha portato a donarle un ruolo fondamentale anche nel marketing. Gli effetti emotivi della musica sono prodotti, con meccanismi diversi, dalle note e dal ritmo. Gli effetti del ritmo sono semplici e dipendono essenzialmente dalla velocità ovvero dal “tempo”. Tempi inferiori a 60 battiti al minuto hanno effetto tranquillizzante, che sotto i 30-40 diventa addirittura rattristante/deprimente, mentre dagli 80-90 battiti al minuto in su l’effetto è attivante. La musica dance non a caso regala una carica incredibile. Perché questi valori a determinate emozioni e non altri?! Ciò che sentiamo come suono sono onde di compressione- rarefazione dell’aria prodotte dalla vibrazione dell’oggetto che produce il suono. La velocità di vibrazione determina l’acutezza del suono: tanto più veloce la vibrazione, tanto maggiore la frequenza ed acuto il suono. La forza della vibrazione determina il volume. Una nota musicale è un suono di frequenza definita: ad esempio un suono a 262 oscillazioni al secondo è un Do, uno a 440 è un La. Una frequenza doppia dà la medesima nota, ma più acuta; una frequenza dimezzata ancora la medesima nota, ma più grave. In parole povere due o più note diverse suonate insieme ci piacciono di più o di meno quanto più è semplice il rapporto tra le frequenze. La maggior parte delle canzoni orecchiabili è costruita su tre accordi precisi: Do, Sol e Fa; Mi, Si e La; La, Mi e Re. Le note crescenti suonano allegre, ravvivanti; quelle calanti suonano tristi, deprimenti. Perché le note che sono in rapporti di frequenza semplici fra loro ci risultano più gradevoli di quelle con rapporti complessi? In quasi tutte le vibrazioni naturali, alla vibrazione fondamentale si sovrappongono vibrazioni a frequenze più alte, multiple della prima, dette armoniche, di ampiezze relative diverse secondo l’oggetto che produce il suono: ovvero la nota fondamentale è sempre accompagnata da altre note più acute, in proporzioni differenti.  I suoni che invece in natura ci provocano istintivamente paura sono i rumori di eventi tendenzialmente pericolosi come terremoti, frane, fulmini, esplosioni. Il nostro sistema nervoso è predisposto a considerare allarmanti i suoni di questo tipo; e , per contrasto, trova gradevoli i suoni che stanno fra loro in rapporti semplici e/o le cui armoniche siano semplici o comunque ben caratterizzate, non caotiche. Non a caso il nostro stato d’animo si riflette nei brani che ascoltiamo. Le aree del cervello che si attivano con le emozioni e la musica sono praticamente le stesse. Quando il cervello percepisce onde sonore si producono reazioni psico-fisiologiche. La musica può quindi modificare i nostri ritmi fisiologici, alterare il nostro stato emotivo e cambiare il nostro atteggiamento mentale.



fonti:
Scienza e conoscenza
Focus.it

Tags: Musica Note Emozione Tempo

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COMMENTI


articolo veritiero ed interessante, ma notizie di Psico Dance? troppo silenzio da troppo tempo lascia intuire che vi siano intoppi...

data: 07/02/2018 - Paulo Cohelio